domenica 6 aprile 2008

Capitale del vizio

Possibile passare due mesi in una grande capitale senza dedicare almeno un fine settimana alla più completa soddisfazione narcisistica? Forse sì. Tuttavia, il fine settimana appena trascorso è stato tutto all'insegna del vizio, a partire dalla decisione di mandare al diavolo il seminario di sabato e restarmene a letto fino a mezzogiorno, sbocconcellando le crepes del Franprix e riguardando Pleasantville, frutto di una settimana di lavori forzati per il mio emulo. La considero una mia modesta manifestazione di solidarietà a favore delle minoranze: lavorare di sabato è discriminatorio! Per dare maggior profondità al mio shabbath di protesta ho dormito anche durante il pomeriggio e mi sono riaffacciata alla civiltà solo dopo il tramonto.

Del resto, la sera prima avevo fatto abbastanza tardi partecipando all'Hanami di Yoshi-kun. Cos'è un Hanami, direte voi lettori? L'Hanami è una delicata tradizione giapponese consistente nella contemplazione degli alberi di ciliegio in fiore e nella meditazione sulla fragilità della bellezza. In pratica i nostri amici orientali approfittano della gita fuori porta per ubriacarsi. Il fatto che venerdì sera l'albero di ciliegio mancasse, sostituito da un salice piangente della Pointe Dauphine, mentre lo champagne fosse presente in abbondanza sottolinea l'argomento principale delle celebrazioni. In qualche modo sono riuscita a rientrare a casa senza che la ridarola mi trascinasse verso qualche luogo sperduto.

Il Rocky Horror Picture Show, proiettato ogni sabato allo Studio Galand con tanto di animazione dal vivo, non incomincia prima delle 22. Occorre presentarsi con largo anticipo alla cassa del cinema e procurarsi il biglietto perché la sala è minuscola e gli spettatori numerosissimi, nonostante lo spettacolo si ripeta settimanalmente da quasi vent'anni. C'è stato dunque il tempo per fare un salto da Shakespere & co., improvvisare un'esecuzione live di Parole parole parole nella biblioteca al piano superiore del negozio e abbandonare su una situazione di parità una partita a scacchi.

Alla fine del film ho rintracciato il resto della combriccola alla fumeria orientale, dove ho finalmente assaggiato la shisha (Laura, glielo spieghi tu alla mamma per favore che non si tratta di sostanze illecite, grazie!), aggiungendo l'acquisto di un narghilè alla mia lista delle tentazioni ancora inevase.

Quest'oggi, colazione abbondante a base di croissant alle mandorle. Poi non mi ricordo bene che cosa ho fatto, so solo che a un certo punto ho perso i contatti con Luca e mi sono ritrovata a vagare nelle sale dell'Orangerie, aperta gratuitamente come tutti i musei statali ogni prima domenica del mese. E dopo un caffè in compagnia di Servane e Judith, eccomi qui a soddisfare la curiosità dei miei lettori.

3 commenti:

Carlo ha detto...

Nooooooo! Quante figate! Anche il RHPS! Insomma, devo venire anch'io; casomai porta a Pisa il narghilé...

Gkj ha detto...

la shisha... ovvero la "Terra del futuro" in una caffettiera al contrario... ^^''' (nei miei ricordi è legata alla visione di una puntata di ER ^^')
Yeah! Datti al vizio! (anche se sinceramente, la storia di "parole parole parole" mi ha un po' inquietata ^^

Gkj

Anonimo ha detto...

...ho notato che ,seppure pro tempore, abiti vicino a Rue Saint Denis che ,ai miei tempi , era l'area del vizio (che ora è virtù)nella capitale del vizio.
Mi pare che sia diventata una ordinaria via in una straordinaria città.
Mala tempora......